24 giugno 2014

Annecy Festival 2014

E' un momento molto triste. Avrei dovuto scrivere questo post insieme alla mia compagna di avventure, ma lo sciopero delle ferrovie francese ci ha separate. Questo, però, mi dà modo ancora una volta di dimostrare la mia apertura mentale e il mio assoluto anti-razzismo: odio le ferrovie francesi tanto quelle italiane. No al razzismo nei treni!

Detto questo, dopo 2 anni di racconti della fiera bolognese, quest'estate, come direbbero a Roma, se semo allargate e siamo diventate international!  Per chi ci ama i nostri racconti bolognesi, ecco la nostra esperienza du Festival d'Annecy!!!!! (Per chi non li ama, bella per voi, tornate da dove siete venuti).

Ansì (si pronuncia così) è un paesino tra le montagne, con un bel lago e ospita il festival di animazione. Per arrivare subito alle conclusioni, il festival è veramente una figata. Andateci. Ansì, par contre  è tipo Rimini, ma col lago invece del mare, le montagne invece della Padania, le crêpes invece delle piadine e le stradine medievali invece dei portici del centro storico. Non andateci. 
E ora, per chi ha tempo di leggere, andiamo nel dettaglio. Iniziando dall'inizio:


Le prenotazioni

Cosa prenotare? I biglietti per gli spettacoli. Come farlo? Per prima cosa comprate il biglietto del festival. Ci sono varie categorie di biglietti, che cambiano a seconda del vostro ruolo nella società e della vostra rendita. Prima fate questo biglietto, meglio è. 
Un mese prima del festival nella vostra area network sul sito, circa, comincerà un conto alla rovescia. Letteralmente. Sarà straziante. Sarà inumano. In questo mese tutti quelli che conoscete e che sono già stati lì vi diranno che procurarsi i biglietti è impossibile, che i posti sono limitatissimi, che arriverete a scambiare un rene e la nonna per un posto alle anteprime. Avrete incubi notturni, geloni e caldane in continua alternanza, vi sentirete confusi, eccitati, speranzosi e demoralizzati. 
E poi arriverà il fatidico momento, e succederà così.

E il sito non si aggiornerà. 

Happy ending 
Fortunatamente Serena ha fornito un team di supporto che ci ha aiutato dall'inizio alla fine del viaggio, fornitevi anche voi di una Ale per le prenotazioni e una Fofa per i pernottamenti! Non ve ne pentirete!

A questo punto avrete un sacco di cose fighissime prenotate e dovete solo riuscire ad andare ad Ansì per vederle (non è facile come dirlo. Non è facile nemmeno tornare a casa dopo. Rischiate di rimanere lì per sempre. State attenti)



Quei badge sono a tutti gli effetti i vostri biglietti

Le file

A meno che non abbiate il biglietto da studente, che vuol dire che non siete riusciti a prenotare una ceppa, le file non saranno eccessivamente estenuanti. Ad ogni proiezione ci sono circa 10/15 minuti di attesa. Sopportabili. 
Se non fosse che, al contrario di quello che avevo pensato io "ah, tanto è in mezzo alle montagne, di sicuro sarà più fresco che in Italia!", c'è un caldo bestia. E bisogna andare da un cinema all'altro. E a quanto pare, non in tutti i paesi ci si cambia la maglietta tutti i giorni se c'hai sudato dentro. Quindi la gente Puzza. 
Vorrei fare, quindi, una menzione speciale a quella meravigliosa ragazza francofona coi capelli lunghissimi che profumava di cocco in fila per vedere "Dragon deux" (dirlo alla francese ci diverte sempre tanto).  Ragazza, quei 15 minuti in fila dietro di te sono stati un paradiso. Se ci leggi, torna anche l'anno prossimo e mettiti in fila devant nous!

Un altro problema delle file (e anche dei cambiamenti di cinema) è l'inevitabile pericolo abbronzatura da muratore. A me è venuta e me la porterò fino all'anno prossimo. Serena è stata molto più cauta.
Serena mi aspetta scazzatissima all'ombra mentre faccio delle foto.
In mancanza di un ombrello ha evitato la minaccia così. 


Le proiezioni

Vabbè, che ve lo dico affà. Figata. L'emozione di vedere delle anteprime mondiali con i registi in sala è incredibile. Si crea un'atmosfera da concerto! Applausi, risate, standing ovation e addirittura le groupies!!!

Lo ammetto, le groupies eravamo noi. Ma io preferisco definirci cheerleaders. Dopotutto nella nostra felicità di nerd nel paese dei balocchi, l'esaltazione era alle stelle. Per me la visione si Sirio nel nuovi Cavalieri dello zodiaco in 3d è stata un'ondata di ricordi di amori infantili e non ho potuto trattenere un'ovazione. In nostra difesa, tutti ci hanno seguito, quindi non ci sentiamo in imbarazzo, ma anzi, siamo fiere di dimostrare la nostra dedizione.
Il poster autografato dell'anteprima del nuovo corto Disney, Feast.
Bellissimo!


I pre-screening

 
Capra pre-screening. Serena la odia
L'attesa per la proiezione del film è la cosa più divertente (Serena la odiava). Ci sono alcune tradizioni ad Ansì, come quella di lanciare gli aeroplanini di carta. Ho fatto dei video testimonianza.
Il lancio degli aeroplanini:


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Serena odiava anche loro. Io, invece, facevo gli alettoni.

L'aeroplano gigante in onore dell'ultima proiezione (La gente ha i cappelli da vichingo perché stavamo per vedere Dragon deux):


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E il fantastico cortometraggio di inizio


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Questo lo odiavamo tutte e due

Per chi non sapesse il francese, le urla che sentite richiamano una vecchia tradizione gallica, in cui nelle battaglie fra clan il primo gruppo che vedeva qualcosa muoversi doveva urlarlo fortissimo allo scopo di intimorire il nemico. In questo caso tutti urlano "Laaaaapiiiin" (coniglio). Date le nuove politiche ambientaliste, abbiamo trovato che sia più un avvertimento verso i poveri conigli, avvertimento fallito dato che ne segue l'immediata decapitazione. Essendo un'occasione importante, i nostri clan gallici avevano i sensi più acuti che mai, infatti molti di loro sono riusciti ad individuare lo "chateau", il castello.
E' rimasta come nell'antichità l'usanza di incoraggiare amici e nemici a tirare "plus fort" nel caso una freccia gli centri l'occhio. Sono cose che succedono, si sa.

Vi condivido questo imbarazzantissimo video (un'americanata come dice la tizia italiana davanti a noi. O forse è Serena? Sere sei tu?) per farvi capire l'attesa di Dragon deux. In Italia uscirà a...luglio (credo). Beh andatelo a vedere perché è bellissimo. Abbiamo fatto la standing ovation al regista, che è scappato imbarazzatissimo.


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Ah, dimenticavo! Fanno anche il rumore delle bolle che scoppiano o dei pesci che annaspano quando c'è silenzio. Nessuno ci ha spiegato il perchè. (Serena lo odiava tantiiiisssimo!!! Anche più della capra!)


Mifa


Foto di Serena


Il Mifa è una sezione del festival che ospita stand, conferenze e colloqui di lavoro. A seconda del biglietto che si fa, si può accedere a diverse aree della struttura. Anche qui, più sei ricco, più accedi.
La cosa veramente figa sono i colloqui. Non è come la Fiera di Bologna, è molto meglio! A Bologna o sei un illustratore che ha già pubblicato e quindi prendi degli appuntamenti con le case editrici che vuoi tu oppure ti metti in fila da chi riceve.
Al Mifa non ti metti in fila, ma rispondi alle offerte di lavoro che ci sono sul tuo network e, come in tutte le offerte di lavoro, puoi venire contattato o no. 
Se vieni contattato, la sera prima sarai così:


Foto di illustratrice senza forza di volontà


La cosa positiva è che si trova in un hotel alla fine della promenade sul lago. Quindi avrete tempo fare profondi respiri, ammirando il paesaggio.
(Le foto fanno cagare perché Serena non mi dava il tempo di farle. Sì ti incolpo) 




Vedo ora che avevo una caccoletta sull'obiettivo

Tra l'altro qui abbiamo visto cose bellissime:  mamme sui roller che spingono il passeggino pattinando, bambini che fanno il bagno con le scarpe e tante altre cose che però appartengono al prossimo paragrafo sulla cultura francese.
Un ultimo dettaglio: non è che tutti quelli che incontrate al Mifa sono registi della Dreamworks, animatori di CN o concept artist della Disney. Quindi, se un gentile signore inglese si propone di farvi una foto di fianco a un Minion, non aspettatevi che l'inquadratura sia bilanciata o che l'immagine sia a fuoco.




Cultura francese

Ah, la France, la France! Terra di contraddizioni, patria dell'eguaglianza sociale e delle requisizioni napoleoniche; celebre per i suoi formaggi e per lo champagne, i primi tutti uguali (ditemi la differenza tra il Brie e il Camembert!!! Forse il secondo impuzza di più il frigo?), il secondo, a mio parere, molto inferiore a un buon spumante italiano. E diciamolo!!!! 

Insomma, è ora di indagare quello che in quattro giorni ci ha più fatto capire di essere all'estero e non in Italia. 

La carta igienica 

La carta igienica è tendenzialmente rosa. Non sappiamo perché. Era rosa sul TGV (cioè, sul TGV!!! Ma ci rendiamo conto! Un treno con la carta rosa! Non si può sentire! Inciso, il TGV fa schifo. Sia i Freccia che Italo gli danno una pista! A livello di scioperi, invece, sono degni cugini), nella nostra casa ed la metà di quella del MonoPrix (il supermercato).



Per i più esigenti l'abbiamo trovata anche lilla, in salviette e nera. NERA. PER CHI NON VUOLE VEDERE MAI! 


Fashion

Si sa, una delle capitali della moda è Parigi. Da sempre la Francia è patria di stilisti che hanno segnato la moda, da Poiret a Chanel, da Dior a Gaultier. Certo, noi non abbiamo niente da invidiargli, ma la verità è che loro il senso dello stile ce l'hanno innato. Lo trovi proprio in chiunque. Anche in lei:



Volatili

Sì, volatili. Chiunque di voi che viva o abbia visitato una grande città, Roma, Milano, Venezia etc etc sa che in Italia il volatile cittadino più diffuso ed aggressivo è il piccione. In Francia no. In Francia, hanno i passerotti. Ma mica i passerotti come i nostri, eh! I nostri sono timidi, cinguettano, non si avvicinano più di tanto e se lo fai tu saltellano via stizziti.
I passerotti francesi no! Loro sono spavaldi, aggressivi, ti vengono vicinissimi...e sono tantissimi! Arrivano i gruppo e ti circondano! Sono convinta che in realtà siano i passerotti che governino la Francia e, chissà, forse il mondo!!!




La baguette

"Hahahahaha! Ora fa una battuta sulle baguettes, che stereotipo!" Eh. Infatti. Io pensavo fosse uno stereotipo. Avevo ricordi vaghi delle mie visite in Francia di persone con la baguette sotto l'ascella. Ma ad Ansì c'è stato un upgrade! Immaginatevi di andare a Ostia, al mare. Vi passano affianco coatti a petto nudo, con gli occhiali da sole e ciabatte quando ancora non siete arrivati sul lungo mare. Ecco ora aggiungete a questa immagine mentale uno che tiene uno skateboard (sono diffusissimi) e uno che in mano ha una baguette. Così. E la tiene in mano mentre cammina. 
Ora trasferitevi a Napoli e immaginatevi due scugnizzi su uno scooter senza casco. Uguale. Aggiungete a questa immagine una baguette in mano a quello dietro. 
Ecco, in Francia è così. Gente che se ne va in giro con le baguette al vento (non sono mai incartate come da noi!).

Penso che le buste della spesa siano lunghe invece che profonde proprio per farci stare le baguettes.





Il cibo

Noi non volevamo fare le italiane medie che vanno all'estero in un ristorante italiano e poi si lamentano, però la prima sera non conoscevamo il posto e intorno al Décavision c'erano solo ristoranti italiani.
Abbiamo mangiato questo: 


Non so cosa fosse, ma non abbiamo avuto più fame per una settimana.

Poi un giorno eravamo stanche, accaldate e siamo state attirate dalla cosa più fresca e dissetante che c'è, la granita. E come falene con la luce, pur conoscendo il pericolo abbiamo preso le granite più colorate abbiamo mai visto chiamate "Tropical blue" e "Fruit exotique". 


Che dire. Avevano quel buon sapore di chimicità. Perché andare in Sicilia? Andate ad Ansì d'ora in poi! A casa di Poustaccio, nella città vecchia. Ditegli che vi mando io!





I negozi


Avviso: non passate vicino a Pierre. E' come se tutti i vostri peggiori incubi riguardanti calzini di rugbisti usati e ascelle di sconosciuto in metropolitana ad agosto si unissero creando un aroma micidiale.






 


Per il resto, se amate lo shopping, siete fortunati perché essendo estremamente turistica Ansì è provvista dei migliori negozi di Francia. 
Potete comprare:
-statue giganti di bassotti o lumache


- pelli di animali assortiti e galli in porcellana



- valige con vasi abbinati

- vestiti colorati stile hippy o vestiti bianchi stile coloniale




- rocce e pezzi di montagna



Una raccomandazione però: i manchini francesi sono particolarmente..ehm...prosperosi e sinuosi, non lasciatevi impressionare!




E così si conclude il nostro racconto, siete prontissimi per affrontare quest'esperienza! 
Lapin lapin a tutti!